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Un veloce passo leggero scivola silenzioso in avanti, mentre l’andatura si va facendo un po’ strana, sempre meno convinta.
Alessia cammina seguendo la strada, senza neanche guardare per terra e dipinto sul suo volto c’è uno sguardo un po’ smarrito, fisso nel vuoto, che sembra volersene fregare di tutto e tutti.
Oggi, infatti, ciò che i suoi occhi vedono non è la realtà che li circonda, bensì qualcosa d’assai più forte e vero.
Perché la vita d’una donna può essere come un sottile, lunghissimo soffio di vento, carico di tanta dolcezza e passione.
Ma la vita d’una donna, a volte, può anche diventare una specie di maledetto, pesante pugno nello stomaco, tirato d’improvviso e forte come non mai, da un destino che sa scegliere bene i suoi bersagli.
Il cuore di Alessia, tutto questo, lo sa molto bene e adesso, dopo mille duri colpi e tante sofferenze, sembra proprio non aver più nessuna voglia di continuare a combattere all’infinito questa sua schifosa, stupida guerra.
Un passo, poi un altro ed un altro ancora.
D’improvviso, un mare di ricordi, vecchi e bui come una notte senza stelle di mille anni fa, prende pian piano ad affollarle la mente e così, con la gola che si stringe tagliando il respiro, la piccola ragazza dal cuore adulto deve fermarsi per qualche attimo lì, nel bel mezzo di quell’incasinatissimo angolo di strada.
Troppa gente, troppe voci, troppi rumori.
Lo sguardo s’appanna, trema un po’ e poi, subito, prende a correre veloce da una parte all’altra, per cercare un aiuto, un piccolo appiglio, qualsiasi cosa.
Quasi come una vera e propria manna dal cielo, ecco però apparire, solo giusto un po’ più là, un piccolo portoncino scuro, lasciato evidentemente aperto da qualcuno, forse un po’ sbadato.
È veramente un’occasione da non perdere e così, solamente un attimo dopo, Alessia si ritrova dolcemente immersa nel buio rassicurante di quello strano posto ad ascoltare in silenzio il suono ovattato del mondo che continua imperterrito a correre di fuori.
Nostalgie, memorie e rimpianti la fanno ora veramente da padroni e allora, mentre gli occhi vanno a chiudersi pian piano, nella testa iniziano a scorrere veloci le immagini di tutta una vita.
Le facce dei vecchi amici, di quando era ragazzina, riescono però a strappare soltanto un piccolo, dolce sorriso perché poi, le scure ombre dei continui obblighi e delle tante, pesanti regole d’una famiglia fin troppo ricca e potente tornano, quasi subito, a frantumare ogni pensiero, pesando sull’anima come dei veri e propri macigni.
Sì, perché Alessia ha addirittura due cognomi che a sentirli nominare, uno dopo l’altro, fanno subito pensare a qualcosa di straordinariamente nobile e sfarzoso.
Una stirpe quasi regale, di quelle all’antica, dove chi è più anziano ha il diritto di poter scegliere e decidere per te, praticamente su ogni cosa.
Le scuole da frequentare, gli amici che puoi o non puoi vedere, i posti in cui andare e persino chi devi o non devi sposare.
A quel tempo, dunque, il caro papà era stato chiaro: il fratello di quel suo vecchio amico si doveva sistemare velocemente e non era importante che fosse assai più grande di sua figlia. Lei avrebbe dovuto obbedire e basta.
Ovviamente, quel matrimonio, celebrato in maniera splendida e solenne, non è mai riuscito a donare neanche un briciolo di felicità al cuore di Alessia che per assurdo, aveva persino provato a far veramente funzionare le cose, cercando di essere la figlia, la moglie e la donna che tutti volevano che fosse.
Quanti sorrisi, baci e carezze son stati sprecati in tutto quel tempo, solo per provare a non soffrire, a non sentire il dolore, la rabbia e quel maledetto senso di amarezza che ogni volta, finiva per spazzar via voglie e desideri.
Purtroppo pareva proprio che quell’uomo l’avesse sposata solo per “ facciata “ e così, a parte le mille bugie e i tradimenti, Alessia veniva trattata sempre come una povera stupida e mai neanche lontanamente paragonata ad una vera e propria compagna di vita.
Tutto questo, però, il cuore della piccola ragazza ribelle non è mai riuscito ad accettarlo perché, davvero, tutta una vita vissuta così, non si può assolutamente accettare.
In ogni caso, mai nessuno ha voluto dare importanza alle sue tante, continue grida di dolore, nemmeno quando quel marito, chiaramente meravigliato e anche piuttosto infastidito dal fatto d’essersi ritrovato accanto una sposa così tanto dura e difficile da domare, aveva autoritariamente deciso d’affidarla alle “ cure “ di un suo caro amico, medico psichiatra.
Si diceva infatti in giro, che Alessia soffrisse di improvvisi, terribili scatti d’ira e così si era dovuti intervenire addirittura con degli psicofarmaci.
Pillole rosse, bianche, blu e arancioni che purtroppo, pian piano, son divenute una vera e propria “ ragione di vita “ per la sfortunata, giovane signora che, alla fine, si è ridotta a non poterne proprio più fare a meno visto che, ai suoi occhi, quei piccoli confetti colorati appaiono come un vero e proprio toccasana, praticamente l’unica possibile distrazione per poter riuscire a scacciar via, senza soffrire più di tanto, tutti quegli stronzi, infami momenti di pura debolezza che arrivano ogni volta, violenti e impietosi, ad afferrarla forte per la gola.
Così, alla fine, riuscire a passare un’intera giornata senza rischiare, ogni mezz’ora, di star male è diventata un’impresa veramente assai ardua.
Proprio ieri poi, ecco l’apoteosi del disgusto.
Il vecchio, bravo maritino ha evidentemente pensato che fosse davvero arrivata l’ora di sferrare il “ colpo di grazia “ e così, andando a mirare bene proprio al punto debole della sua vittima, ha tirato fuori gli artigli ed ha colpito forte, dritto al cuore.
Separazione immediata e divorzio per giusta causa.
“ Non ce la faccio più a vivere accanto ad una pazza drogata “ è riuscito a dire, sputando fuori le parole con un greve, freddo tono rassegnato, davanti ad uno stuolo di avvocati con gli occhiali ed all’imbarazzatissima e scandalizzata famiglia della ragazza.
“ È una vergogna. Un’onta che non possiamo assolutamente tollerare “ ha detto, invece poi, il grande patriarca del nobile casato, per cercare di giustificare la terribile decisione che stava per esser presa.
Alla fine, dunque, Alessia è stata“ allontanata “, abbandonata a se stessa, letteralmente mandata in esilio a mille e più chilometri da casa ed ora si ritrova lì, sola e piena di paure, nascosta dietro quel piccolo portoncino che qualcuno, per fortuna, ha dimenticato di richiudere.
Fuori, intanto, sta iniziando a piovere ed il rumore delle gocce che picchiettano forte sul marciapiede tutt’attorno, sembra addirittura poter sopraffare quell’odiosissimo, pesante chiasso che c’è dentro la testa.
Un sospiro, il cuore che batte forte e poi, un attimo dopo, ecco che tutte le vecchie ansie e le profonde inquietudini che per tanto tempo hanno continuato, spietate più che mai, a martellare pensieri e sentimenti, prendono prepotentemente a venir fuori, pronte a scontrarsi e combattere tra loro in un’ultima, devastante “ battaglia finale “.
Alessia, allora, chiude gli occhi e li strizza forte, dopodiché serra bene i pugni e con tutta la rabbia che ha in corpo, prende a colpire forte contro il muro, come a voler lottare, opponendosi con tutta sé stessa, contro quel suo maledetto, bastardo destino.
È una vera e propria guerra per scegliere se vivere o morire ed anche se il cuore coraggioso della piccola ragazza si batte e si dibatte come un ossesso, cercando di parare ogni colpo, sembra proprio che alla fine, dovrà comunque uscirne mestamente sconfitto.
Lungo la schiena, un brivido di freddo, secco e improvviso, scende quindi, veloce, a scuotere ogni cosa e mentre il tempo pare quasi volersi fermare, gli occhi si riaprono di colpo, proprio davanti a quella stupida parete bianca, tutta scrostata e piena di crepe.
Completamente distrutti dalla fatica, i pugni vanno, allora, ad abbassarsi mestamente lungo i fianchi e così, debole e indifesa più che mai, Alessia pare aver davvero deciso di deporre definitivamente le armi.
Con l’animo tristemente rassegnato e ormai pronto a spegnersi del tutto andando a perdersi nel nulla, una mano va, dunque, ad allungarsi pian piano verso la tasca del giaccone per poi tirar fuori, come in una specie di malinconico, infelice gioco di prestigio, un sacchetto di plastica trasparente tutto spiegazzato, pieno di tante strane pilloline colorate.
Ora nulla significa più niente e così, passa ancora giusto qualche attimo ma poi, ecco che le labbra iniziano a schiudersi, evidentemente ormai ben rassegnate e decise ad assecondare quest’ultimo, maledetto gesto disperato che magari potrà, una volta e per sempre, liberare l’anima da tutti i dolori e i tormenti d’una vita veramente troppo difficile da affrontare.
Un lunghissimo, terribile istante, intriso di tanto odio e amarezza, pare davvero poter preannunciare la fine ma poi, ad un certo punto, ecco che la triste, macabra sequenza di gesti e pensieri finisce, stranamente, per interrompersi di colpo.
Una piccola lucina bianca, forte e brillante più che mai, è infatti apparsa, tutt’a un tratto, davanti agli occhi e come una specie d’incontrollabile scheggia impazzita, s’è subito lanciata all’attacco, andando prepotentemente a piazzarsi giusto lì, nel cuore della mente, proprio in mezzo a tutti i più brutti pensieri.
Sembra quasi una folle, assurda magia così, proprio come un fitto banco di nebbia scacciato via da un caldo venticello d’estate, tutto il maledetto panico che fino ad ora era sempre riuscito a farla da padrone, sta incredibilmente svanendo nel nulla, senza lasciar traccia e allora là, ben fisso in testa, può rimanere soltanto un unico, bellissimo sogno.
È una veloce sequenza d’immagini che, prendendo a girare e rigirare in maniera continua davanti agli occhi, riesce nel miracolo di far nuovamente battere di felicità il piccolo cuore malandato della forte, coraggiosa fanciulla e poi, solo un attimo dopo, persino in quello di far apparire sulle sue belle labbra un fortunato, dolcissimo sorriso.
Così Alessia se ne resta lì, continuando a pensare e ripensare solo a all’incredibile, folle prodigio, accaduto giusto qualche ora fa, nello studio di quel bravo ginecologo che ha fatto incredibilmente apparire sullo schermo del computer quello strano, minuscolo puntino bianco pieno di luce.
Purtroppo, per qualche strano motivo, in quel momento il mondo s’è come girato sottosopra e allora, la solita dannatissima paura ha potuto prendere bene la mira per andare impietosamente a colpire, una dopo l’altra, tutte le brutte ombre di un animo fin troppo fragile e scatenare così, un’ennesima, pesante ondata di terrore puro che, con la furia d’una tremenda, inarrestabile tempesta, ha finito per spazzar via, in un solo attimo, tutti i pensieri e le idee.
L’impressione era che tutto stesse davvero per finire ma il cuore, forte e più duro d’una pietra, non s’è mai del tutto arreso ed ha provato in ogni modo a resistere fino alla fine, così adesso, lì dentro, sembra proprio esserci posto solo per quella dolce, piccola lucina che, brillando più che mai, sta lentamente riuscendo a riempire ogni vuoto, cacciando fuori di forza, una dopo l’altra, tutte le brutte cose del passato.
Adesso la vita sembra poter, di nuovo, avere senso ed allora, dopo aver abbozzato un timido sorriso, Alessia sbuffa un po’ e fa un gran respiro.
Il suo sguardo è alto ed un po’ più limpido e sereno così, anche se con un grosso groppo in gola, quel piccolo portoncino scuro, che finora è riuscito a tenerla lì, ben nascosta e protetta da tutto e tutti, può finalmente essere spalancato senza timore.
Un lungo, veloce passo in avanti, quasi un vero e proprio salto e poi, subito, una rapida occhiata a destra ed un’altra, anche a sinistra, per cercare qualcosa che, a quanto pare, sta proprio lì, giusto dall’altra parte della strada, al di là di un trafficatissimo incrocio che, senza neanche aspettare il verde del semaforo, finisce per esser letteralmente saltato, zigzagando ardimentosamente in mezzo a mille, incazzatissime, macchine clacsonanti.
Alessia, comunque, non se ne accorge nemmeno; la sua mente è ormai del tutto concentrata solo sulla grande, importantissima decisione che ha appena preso e così, continuando a pensare solo a questo, va avanti senza riuscire a vedere o sentire null’altro.
Ancora un passo, poi di nuovo un altro e via così.
Il grosso, maleodorante bidone della spazzatura è ora li, a neanche un palmo dal naso e allora, anche se un po’ nervose e tremanti, le mani possono finalmente scivolare fin dentro le tasche del giaccone per tirar fuori due piccoli, raggrinziti, sacchetti di plastica trasparente stracolmi di pillole, capsule e pastiglie d’ogni tipo.
Il momento cruciale è dunque, finalmente arrivato ma stranamente Alessia non si muove più, barcolla un po’ e pare quasi che voglia tirarsi indietro.
Il suo sguardo continua a rimanere tristemente fisso su quelle due stupide, stramaledette bustine e così, mentre mille vecchi, pericolosi ricordi tornano, feroci, ad affollarle la mente, un terribile, pesante sussulto di paura giunge impetuoso a mettere tutto, di nuovo in discussione.
Per poter cambiare il proprio destino in un solo attimo, serve davvero una grande, enorme botta di coraggio ma per fortuna, sembra proprio che dentro al cuore ce ne sia ancora davvero tanto e così, basta giusto un veloce sospiro, un leggero battito di ciglia e poi solo un semplice, rapidissimo gesto per riuscire a far volare giù, dritta nella spazzatura, un’incredibile, stupenda cascata fatta di tanti piccoli “ confetti colorati “.
La sensazione, è veramente di quelle che non si possono descrivere e così, con la testa completamente svuotata da ogni brutto pensiero ed un animo finalmente pulito e ben fiero di sé, Alessia può davvero lasciarsi alle spalle tutti i maledetti giorni di quel suo sporco, storto passato e sparire, senza lasciar traccia, per sempre nel nulla.
Così, adesso al suo posto c’è Sally, una bella, misteriosa signora che non vede l’ora di poter uscire fuori, in strada, ed iniziare a camminare tranquilla in mezzo alla gente, senza pensare a nulla, mostrando fieramente a tutti quel suo nuovo, calmissimo sguardo, superbamente velato da una leggera, bellissima aria di sprezzante indifferenza.
Sally si sente finalmente un po’ più forte ed è decisa a vivere e pensare in maniera diversa, anche se per adesso è ancora lì, un po’ confusa e persa, come vagamente abbandonata in mezzo a tutti i suoi vecchi ricordi.
Quanto sono lontani quei momenti, in cui bastava anche solo un semplice sguardo per riuscire a provocare mille strani turbamenti, quei giorni in cui tutto era più facile ed al pensiero d’un piccolo, dolcissimo primo amore, il cuore cominciava sempre a battere forte, fin quasi a scoppiare.
Il tempo è passato in un lampo, quasi senza lasciar traccia e allora, alla fine, è proprio vero che la vita è come una specie di veloce, pazzo brivido che vola via e l’unica cosa che ci è data di fare, è continuare a lottare per riuscire a restare bene in equilibrio, il più a lungo possibile, sull’orlo di tutta la sua stramba, insensata follia.
Ancora qualche passo, un sospiro un po’ sinistro e poi, però, lo sguardo inizia purtroppo ad andare di nuovo giù.
Forse i ricordi si son fatti un po’ troppo dolorosi e allora, tra vecchie nostalgie, un po’ d’occasioni perse, qualche rimpianto e tanti stupidi soprusi, ecco che una punta di puro, freddo odio inizia a nascere, tormentosamente, dentro al cuore.
Mente e anima paiono come impazzire di colpo e vorrebbero poter urlare, sfogarsi e sputare finalmente fuori tutta la loro rabbia, giusto in faccia a chi, da sempre, è riuscito a fare solo del male.
Guarda caso, proprio lì, solo due metri più avanti, c’è una vecchia cabina telefonica, così Sally s’avvicina, entra e mette i soldi, dopodiché alza la cornetta ed inizia a battere forte sui tasti per fare il numero.
Uno squillo immediato e poi, subito un altro.
Il cuore, furioso più che mai, si scuote e sobbalza come un matto mentre gli occhi, duri e intrisi di rabbia, continuano a girare senza sosta, da una parte all’altra.
Passa ancora un attimo ed un terzo squillo risuona pesantemente nell’orecchio ma poi, proprio mentre sta per arrivare il quarto, ecco che tutto, d’improvviso, cambia nuovamente.
Con il respiro che inizia a farsi di nuovo calmo e tranquillo, lo sguardo sembra esser rimasto come ipnotizzato dal bellissimo, dolce movimento della mano sinistra che, senza sapere come né perché, si è messa ad accarezzare delicatamente tutta la pancia, da una parte all’altra.
Il quinto squillo, allora, non fa neanche in tempo a partire perché d’un tratto, la mano destra, che tiene la cornetta, finisce col mollare del tutto la presa così, il filo va dritto giù e tendendosi del tutto, prende a ciondolare di qua e di là, proprio come una specie di vecchio pendolo un po’ scassato.
Ora, finalmente, qualcuno dall’altra parte arriva a rispondere ma a Sally, ormai, non interessa più parlare, discutere o urlare e piuttosto se ne resta lì, in silenzio e ad occhi chiusi, felicemente intenta ad ascoltare il picchiettio della pioggia che, frattanto, continua a scendere leggera tutt’attorno.
-È proprio un bel rumore…- dice dunque, tra sé e sé, mentre pensa che, in fondo, nulla di ciò che è passato ha più importanza.
Ciò che è accaduto, per quanto brutto possa essere, fa comunque parte di un qualcosa che ormai non serve più a niente e forse, a pensarci bene, il senso di tutto il pesante, stupido vagare di questi anni potrebbe essere proprio questo: riuscire, finalmente, a capire e sentire bene dentro al cuore quest’idea, sì, questa magnifica, rassicurante sensazione.
Quasi sempre, la strada per la vera felicità è lastricata di tante paure e sofferenze ed allora forse, alla fine, ci si deve sentire davvero un po’ male per riuscire ad arrivare sani e salvi dall’altra parte.
In ogni caso, in questa strana, triste storia, tutto è servito a qualcosa e così, alla fine, ci sarà forse qualcuno che riuscirà veramente a trovare il coraggio d'affrontare tutti i sensi di colpa e cancellarli, una volta per tutte, da questo breve, pazzo viaggio chiamato " vita".
In questo modo, ogni momento potrà essere veramente vissuto appieno, nonostante tutte le ansie, i guai e i turbamenti; senza rimpianti, senza paura, senza pensare a nulla. E come se fosse l'ultimo.
Così Sally continua a camminare lì, per strada, con passo leggero. Intanto si sta facendo sera e con le luci dei lampioni che s'accendono, una dopo l'altra, come tante grosse lucciole telecomandate, la gente, col capo chino ed il viso fievolmente illuminato dalla buia luce dei telefonini, corre via verso casa, verso quelle televisioni già accese e pronte a stregare ed ammaestrare ciò che resta dell’intelletto.
Le vie, ormai, sono già quasi del tutto deserte ed un bellissimo, piccolo pensiero passa d’improvviso, veloce per la testa: forse quest'accidenti di vita non è stata tutta persa e forse sì, qualcosa s'è davvero salvato perché, nonostante tutti gli errori e le cazzate, oggi s'è scoperto che, alla fine, non è stato poi tutto sbagliato.
Perché magari era giusto che andasse così.
Sì, forse sì…
In ogni caso, cosa volete che vi dica io?
Solo che la fuori, c’è proprio un bel rumore…
Nìm
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