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Me ne stavo lì, zitto e concentrato, a muovere gli occhi da un lato all’altro, facendo girare pagine di libri, fumetti, riviste e chi più ne ha, più ne metta.
Ricordo che a quel tempo, tutto sembrava tanto semplice, comodo e chiaro.
Nella vita, però, niente dura per sempre e così, ecco che uno strano, stupido giorno accade qualcosa di veramente assai pesante, qualcosa di assolutamente feroce e inaspettato.
In un attimo, insomma, tutto è cambiato; anche io.
Ho iniziato a “ navigare a vista “, vivendo alla giornata, cercando solo di cogliere l’attimo.
Ho girato in lungo e in largo, conosciuto gente, stretto amicizie e sognato un sacco.
Ho imparato tantissime cose e qualche volta son riuscito anche a far tesoro di qualche “ bella lezione “.
Ho Preso in mano una chitarra, son riuscito a volare sulla neve con una tavola ai piedi; ho calciato forte un bel po' di palloni e preso a racchettate almeno una miriade di palline, stando sempre lì, a correre come un forsennato.
Ho infilato un paio di pattini veloci ed ho provato a lanciarmi, quasi ad occhi chiusi, sopra qualche strana, improbabile rampa, solo per provare saltar su, il più in alto possibile.
Ho preso una motocicletta e ho dato gas fino in fondo, percorrendo strade d’asfalto e sentieri sterrati, finendo per ritrovarmi anche a spingere al massimo, metro dopo metro, dentro ad una pista.
Mi son buttato in piscina ed ho nuotato più forte che potevo, cercando sempre d’arrivare, anche solo d’un piccolo attimo, prima di tutti gli altri.
Ho persino iniziato a combattere, ma solo per provare a sputar fuori, volta dopo volta, tutto il rancore e la rabbia che sentivo d’aver dentro.
Mi sono allenato tantissimo, mettendoci sempre tutto me stesso e ho fatto squadra con quasi tutti quelli che stavano lì, a spingere e soffrire assieme a me.
Ho cercato, insomma, di vivere al massimo ogni singola emozione, con la speranza di poter riuscire ad imprimere bene, dentro al mio cuore, l’illusione d’esser veramente vivo.
Poi, però, tutto d’un tratto, mi son fermato.
Ho iniziato ad ascoltare il mio respiro, a sentire i miei pensieri, cercando di capire cosa diavolo ne avevo fatto della mia vita.
Addirittura qualche anno, credo, sia passato così.
Alla fine, anche se non me lo sarei mai aspettato, ecco che il fato decide di farmi trovare lei, la bellissima donna che, sin da subito, è diventata “ il senso di tutto il mio essere “ e poi, ho anche avuto l’enorme, incredibile fortuna di poter incrociare lo sguardo con qualcuno che, per me, è davvero il più bello, buono e forte di tutto mondo: mio figlio!
Il tempo, comunque, è letteralmente scappato via.
Forse, oggi, sento qualcosa dentro, come una specie di strano, subdolo rimpianto o per meglio dire, un sano e confuso interesse per coloro che, invece, son riusciti a focalizzarsi su qualcosa che ritenevano veramente importante, decidendo, così, di metterci tutto il massimo impegno per riuscire a raggiungere l’obiettivo.
Non so, magari leggere, studiare, scrivere, specializzarsi in un’arte, una disciplina od un lavoro particolare, provandoci fino in fondo, per capire se davvero ce la si può fare, sì, se si è in grado di riuscire!
Chissà, forse è solo una stupida, fottutissima sensazione senza né capo né coda o magari stiamo semplicemente parlando d’una normalissima, umana reazione al tempo che passa.
Fatto sta che, alla fine, star qui, adesso, a scrivere tutte queste cose, mi sta aiutando a capire meglio, a discernere paure e pentimenti.
Fatto sta che, alla fine, mi sa che va benissimo così.
Nìm
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