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PAROLE DI CARTA SPACCATE DAL VENTO


Sento parole dentro al cuore che non riesco a tradurre.
Qualcosa d’ambiguo, imperscrutabile che sembra voler scoppiare tra un istante.


È un fiume nero, calmo e piatto, senza pesci né rane né null’altro.

Ha l’aspetto d’un volto senza lineamenti che si sforza di spalancare una bocca che in realtà non esiste neanche.
Urla, s’agita e si sbatte ma tutt’attorno continua ad esserci silenzio.


Vive di ricordi e si nutre di speranze senza rischiare mai di vomitare sogni.

È un mare impetuoso, che si agita al contrario, con le onde sottosopra che s’infrangono senza fare neanche schiuma.


Sembra quasi di stare a guardare un cielo liscio, luminoso e senza nuvole né sole, rischiarato da una luce che non si sa da dove viene.


Vive sempre, ogni giorno chiuso lì e mai prima d’adesso s’era azzardato a fare male.

Ignorarlo, farlo estinguere all’istante.


Solo questo si può fare anche se poi, senza chiedere permesso lo ritrovi la, di nuovo pronto a schiudersi nei sogni.


Spera.

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