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Penso al tempo, alla mia vita.
Penso ai giorni che ora, forse, son più piatti.
Penso sempre indietro per cercare la felicità.
Eppure il mio credo è sempre uguale, la mia mente è la medesima d’allora, i miei pensieri sullo stesso binario.
Chissà, allora, che cos’è che poi è mutato, s’è spostato, trasformato e adattato ad una nuova, comprensibile esistenza.
C’è che adesso i momenti fuggon via senza più lasciare traccia alla memoria, con i giorni che svaniscono nel nulla, quasi come se non fossero mai esistiti.
Ieri, dai, sì ch’era diverso e i ricordi sono limpidi e splendenti con ogni istante che è rimasto sempre là.
Alla fine non importa cosa è stato.
Se si è riso, pianto o fatto nulla.
È stato tutto solo vita vera.
Domani, forse, qualcos’altro cambierà e il valore di un tempo ormai finito potrà scagliarsi su istanti tutti nuovi.
Qualche vecchio, grigio pensiero addormentato tornerà dunque a brillare ridando vita a quelle piccole speranze che continuano a vivere, zitte-zitte, in mezzo a giorni piatti e sempre uguali.
Lo sguardo, allora, andrà a scrutare ben lontano, alla ricerca di qualcosa che ormai non c’è più.
È solo giusto un piccolo, ultimo saluto a colei che, sempre, ha donato gioia e batticuori.
Con le emozioni, i colpi duri e gli spaventi; coi sorrisi, gli abbracci forti e le paure.
Vissuti a mille, con tutto, tutti ed ogni cosa.
E allora sì, è il momento di scappare.
Ciao mia cara
gioventù.
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